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Nell’anno scolastico 2016-2017 gli alunni con disabilità nella scuola secondaria di primo grado sono
69 mila (il 4% del totale), complessivamente, circa 3 mila in più
rispetto all’anno precedente.

Si stima che il 6% degli alunni con disabilità non sia autonomo in attività primarie fondamentali come: spostarsi, mangiare o andare in bagno.

Le problematiche più frequentemente rilevate negli alunni sono la disabilità intellettiva, i disturbi dell’apprendimento e quelli dello sviluppo.

 

Gli insegnanti per il sostegno dichiarano che una quota rilevante di alunni da loro seguiti ha difficoltà nell’interazione con gli altri siano essi coetanei oppure no:

si stima che il 30,7% degli alunni della scuola secondaria di primo grado ha un problema lieve, il 23,3% ha un problema medio, ma nel 13,2% dei casi si tratta invece di un problema di relazione grave.

Le difficoltà degli alunni con disabilità nel mantenere e stringere relazioni formali e informali si riscontrano nel 66,6% dei casi. (Istat, 2018)

L’entità del fenomeno evidenzia la necessità di informare e sensibilizzare in modo diffuso ed adeguato non solo le nuove generazioni ma anche gli adulti come educatori naturali e punto di riferimento dei minori, per renderli più capaci di riconoscere, affrontare e fronteggiare ogni forma di disabilità e prevenire il riprodursi di modelli comportamentali discriminatori.

Docenti, alunni e genitori devono collaborare per rendere il tema della disabilità un’occasione di riflessione e confronto rappresentando un importante momento di crescita personale e umana per tutti i componenti della comunità scolastica e civile.

Il progetto “Siamo tutti abili” ha attivato percorsi di formazione rivolti ai docenti referenti di n. 50 plessi di scuole secondarie di primo e secondo grado sul territorio nazionale tramite piattaforma online e coadiuvati dal call center del MOIGE.

L’attività formativa è finalizzata all’acquisizione e/o rafforzamento di competenze che favoriscano il dibattito sulle tematiche dell’educazione alla disabilità; del rispetto delle differenze; della comunicazione; del linguaggio non ostile per aumentare l’attenzione sul fenomeno dilagante della discriminazione.

La formazione ricevuta favorisce il dibattito in classe sulle tematiche della disabilità, affinché si sviluppino azioni di formazione e informazione a cascata rivolte agli studenti dei n. 50 plessi coinvolti.

Le persone con disabilità possono avere difficoltà ad esprimersi, a vedere, sentire, camminare o a ricordare, ma hanno anche loro sogni, speranze e idee che vorrebbero condividere.

Ma cosa si intende per disabilità?

“Per disabilità si intende qualsiasi restrizione o carenza (conseguente ad una menomazione) della capacità di svolgere un’attività nel modo o nei limiti ritenuti normali per un essere umano.”

 

L'Organizzazione Mondiale della Sanità raggruppa le disabilità nelle seguenti 9 tipologie:

  • Disabilità nel comportamento
  • Disabilità nella comunicazione
  • Disabilità nella cura della propria persona
  • Disabilità nella locomozione
  • Disabilità dovute all’assetto corporeo
  • Disabilità nella destrezza
  • Disabilità circostanziali (nella tolleranza ai fattori ambientali)
  • Disabilità in particolari attività

Rendiamo tutto più semplice dicendo che ci sono delle disabilità cosiddette “visibili” e disabilità cosiddette “invisibili”.

1° Gruppo

Del primo gruppo fanno parte le disabilità fisiche: ad esempio riusciamo immediatamente a capire che un bambino sulla sedia a rotelle non riesce a camminare.

2° Gruppo

Del secondo gruppo fanno parte le disabilità sensoriali e le disabilità mentali e psichiche.
Pensiamo ad esempio ad un ragazzo sordomuto, guardandolo da lontano non ci accorgeremmo immediatamente della sua problematica, ma solo dopo aver tentato di stabilire un dialogo con lui.

Inoltre, a scuola, quasi sicuramente ti sarà capitato di incontrare dei bambini che vengono affiancati da insegnanti personali perchè hanno una disabilità mentale o psichica.

Il più delle volte si tratta di bambini troppo vivaci, o al contrario che sembrano essere così timidi da voler rimanere nel proprio mondo… o ancora può trattarsi di bambini che nonostante i loro sforzi non riescono a leggere bene.

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